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Sostituendo la caldaia a gas con una pompa di calore, il risparmio sul riscaldamento è tipicamente di 400–900 € all'anno: circa il 40 % del costo del gas nel caso centrale. Dipende da consumo, SCOP e prezzi. Con il Conto Termico puoi recuperare fino al 65 % della spesa ammissibile.
Come abbiamo calcolato
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Risposte alle domande più comuni.
Dipende dal tipo. Un monosplit aria-aria raffredda e scalda un singolo ambiente ma non alimenta i radiatori né produce acqua calda sanitaria: non sostituisce una caldaia. Una pompa di calore aria-acqua compatta, collegata all'impianto idronico, può invece sostituire la caldaia, con un risparmio stimato tipicamente di 400–900 €/anno rispetto al gas (ENEA 2025, assunzioni su consumi medi). Un installatore deve valutare la tua casa prima di confermare la fattibilità.
Per le unità aria-acqua che sostituiscono un impianto invernale esistente sono disponibili due strumenti: il Conto Termico 3.0, gestito dal GSE, che rimborsa fino al 65% della spesa ammissibile; e l'Ecobonus, che detrae il 50% sulla prima casa o il 36% sugli altri immobili (Legge di Bilancio 2026), con un tetto detraibile di 30.000 €. I due incentivi non sono cumulabili: nella stessa pratica puoi usarne solo uno. I condizionatori aria-aria portatili non accedono a questi incentivi.
Lo SCOP stagionale misura l'efficienza dell'unità sull'intera stagione di riscaldamento in condizioni Ecodesign, non in laboratorio a temperatura costante. Uno SCOP tipico tra 3,5 e 5,0 significa che per ogni kWh elettrico consumato si producono 3,5–5,0 kWh di calore. Con temperature esterne sotto i –5°C le prestazioni calano: un'unità con SCOP dichiarato in condizioni reali consente confronti affidabili tra preventivi diversi.
Il costo varia in base al tipo di impianto e alla complessità dell'installazione. Per una pompa di calore aria-acqua residenziale la fascia orientativa è 8.000–18.000 €, inclusa l'installazione. Un monosplit aria-aria ha costi di partenza più contenuti. Il preventivo definitivo richiede un sopralluogo: la lunghezza delle tubazioni, l'accesso alla parete esterna e l'adeguamento elettrico influiscono sul totale quanto il costo dell'unità.
I fattori chiave sono tre: l'isolamento termico dell'edificio, il tipo di distribuzione esistente (radiatori, fan coil o pavimento radiante) e la capacità del quadro elettrico. Un'abitazione poco isolata con radiatori ad alta temperatura riduce lo SCOP stagionale e i risparmi stimati. Un installatore deve verificare questi elementi durante il sopralluogo e indicarli nel preventivo come condizioni tecniche di riferimento.
Di solito sì, ma con vincoli. Il posizionamento dell'unità esterna deve rispettare i regolamenti condominiali sulle emissioni acustiche e sull'estetica della facciata, oltre alle distanze minime dai confini previste dal comune. Un installatore locale conosce le norme applicabili nella tua zona e può indicarti le posizioni conformi già in fase di preventivo. In alcuni casi serve l'approvazione dell'assemblea condominiale.
Sì. Compilare il modulo non ha alcun costo per chi cerca un impianto. Diversi installatori verificati che operano nella tua zona ti contattano, tipicamente per telefono, con offerte concrete basate sulla tua situazione specifica. Tu confronti le proposte che ricevi e scegli se e quale accettare, senza impegno a procedere.
Un condizionatore mini può tagliare i costi di climatizzazione fino a ~49% rispetto al riscaldamento a gas, secondo ENEA 2025. Ma il risparmio reale dipende dall'impianto attuale, dall'isolamento della casa e dallo SCOP stagionale dell'unità scelta.
Installatori locali selezionati ti contattano con preventivi sulla tua situazione specifica. Tu confronti le offerte che ricevi e decidi. Nessun impegno, nessun costo per ricevere i preventivi.
Di seguito trovi un confronto delle caratteristiche di ogni tipo.
Un'unità esterna è collegata a un'unità interna. Il sistema raffredda e riscalda un solo ambiente. È la soluzione più comune per i piccoli condizionatori. Funziona bene in stanze fino a 25–30 m² ben isolate.
Un'unità esterna alimenta due o più unità interne in stanze diverse. È la scelta giusta per un appartamento con più ambienti da climatizzare. L'impianto esterno resta compatto.
Questo sistema collega il ciclo frigorifero all'impianto idronico già presente (radiatori o pavimento radiante). Riscalda o raffredda l'acqua di distribuzione. È adatto a case con impianto a bassa temperatura già installato.
Un'unità autonoma che non richiede installazione fissa. È la soluzione per chi non può montare un'unità esterna, ad esempio in condomini con divieti o per i locatari. Raffredda, ma non riscalda con la stessa efficienza di uno split inverter fisso.
Compili un solo modulo con i dati della tua casa e del tuo impianto. Diversi installatori selezionati e verificati nella tua zona ti contattano direttamente con offerte concrete per la tua situazione, inclusi i calcoli sugli incentivi applicabili.
Tu ricevi le proposte, le confronti su dati reali, SCOP stagionale, costo totale, incentivi dichiarati, e scegli quella che ti convince. Non c'è nessun obbligo di procedere e il servizio è gratuito per chi richiede preventivi.
Compila il modulo ora e lascia che siano gli installatori a fare il lavoro per te.
Un monosplit aria-aria costa meno di una pompa di calore aria-acqua. La differenza riflette la complessità del sistema e i materiali usati. Chiedi sempre un preventivo che includa manodopera e collaudo come voci separate.
Una stanza da 15 m² richiede una potenza molto minore rispetto a un appartamento da 80 m². Un impianto troppo grande o troppo piccolo riduce sia il comfort sia l'efficienza reale sullo SCOP stagionale.
La lunghezza dei tubi del gas, l'accesso alla parete esterna e gli eventuali lavori elettrici o murari pesano sul costo finale quanto l'unità stessa. Solo un sopralluogo in loco permette un preventivo affidabile.
Se sostituisci un vecchio impianto con gas R22, lo smaltimento certificato e l'adeguamento dell'impianto idrico hanno un costo preciso. Questa voce deve apparire nel preventivo in modo distinto, non inglobata in altre spese.
Il Conto Termico 3.0 rimborsa fino al 65% della spesa ammissibile (D.M. Conto Termico 3.0, gestito GSE). L'Ecobonus vale il 50% sulla prima casa o il 36% sugli altri immobili, con un tetto di 30.000 € di spesa detraibile (Legge di Bilancio 2026). I due strumenti non sono cumulabili. Chiedi all'installatore quale si applica al tuo caso.
Voce | Valore |
|---|---|
Conto Termico 3.0 - costo massimo ammissibile pompa di calore aria-acqua (≤35 kW) | 700 €/kW (2026) |
Tetto detraibile Ecobonus pompe di calore | |
Conto Termico 3.0 - costo massimo AMMISSIBILE pompa di calore aria-acqua (≤35 kW) | 700 €/kW (2026) |
Conto Termico 3.0 - rimborso massimo spesa ammissibile | fino al 65 % |
Ecobonus pompa di calore - prima casa (2026) | 50 % |
Ecobonus pompa di calore - altri immobili (2026) | 36 % |
Fatti verificati al 2026-06-30.
Il risparmio dipende da cosa sostituisci e da quanto consumi oggi. Rispetto a un riscaldamento a gas, il risparmio annuo stimato è tipicamente 400–900 €/anno, con una riduzione dei costi di climatizzazione fino a ~49% secondo ENEA 2025. Queste cifre si basano su un'abitazione tipo con consumi medi e tariffe energetiche di riferimento: la tua situazione può essere diversa.
Lo SCOP stagionale dell'unità scelta è la variabile tecnica che più influenza il risparmio reale. Uno SCOP tipico tra 3,5 e 5,0 significa che per ogni kWh di elettricità consumato si producono 3,5–5,0 kWh di calore utile. Con un SCOP basso, i risparmi si riducono anche con tariffe elettriche favorevoli.
La domanda giusta da porre a ogni installatore è: quale SCOP in condizioni Ecodesign garantisce questa unità nella mia zona climatica? La risposta determina se i numeri del preventivo reggono nella realtà.
Dopo aver scelto l'installatore e firmato il contratto, il processo si articola in fasi precise. Prima di tutto, il tecnico effettua un sopralluogo definitivo per confermare la posizione dell'unità esterna, la lunghezza delle tubazioni e la capacità del quadro elettrico: un passaggio che può richiedere una o due ore ma che evita sorprese in cantiere.
L'installazione vera e propria, montaggio delle unità, collegamento delle tubazioni del refrigerante, collegamento elettrico e collaudo a pressione, richiede in genere una giornata lavorativa per un monosplit standard. Impianti multisplit o interventi su edifici con difficoltà di accesso possono richiedere due giorni.
Dopo il collaudo, l'installatore deve rilasciare la dichiarazione di conformità dell'impianto e il certificato di intervento sui gas refrigeranti (obbligo F-Gas). Questi documenti sono necessari anche per accedere al Conto Termico 3.0 o all'Ecobonus: conservali prima di presentare la domanda al GSE o all'Agenzia delle Entrate.
Prezzi e tariffe verificati il 30 giugno 2026
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